Design e costruzione
La filosofia costruttiva di Outremer su questo modello abbina uno scafo in vetroresina piena sotto la linea di galleggiamento con scafi e coperta in sandwich di vinilestere e divinycell sopra, scelta la vetroresina piena per garantire sicurezza in caso di incaglio. La giunzione scafo-coperta non è semplicemente incollata su una flangia rivolta verso l'interno, ma è resinata saldamente su tutti i lati; inoltre, le prue sono dotate di molteplici gavoni di protezione per contenere l'acqua in caso di collisione. Il carbonio viene utilizzato nelle aree ad alto carico per mantenere la struttura rigida e durevole senza aggiungere peso. Gli scafi stretti presentano un dritto di prua e uno specchio di poppa verticali per massimizzare la lunghezza al vento, mentre la tuga a basso profilo è elegantemente sagomata per ridurre la presa al vento. I pozzi delle derive sono solidissimi e le derive stesse sono progettate per spezzarsi per prime come fusibili; uno scafo si è incagliato per quattro giorni su un banco di corallo al largo di Tahiti riportando poco più di graffi sotto la linea di galleggiamento. Il cantiere ha dichiarato che l'obiettivo è una barca che duri 50 anni e, nel 2018, la struttura ha perso quasi 500 kg pur mantenendo gli stessi materiali dell'anima dei suoi cugini Gunboat. (1)
Armo e manovrabilità
Tutte le manovre sono accessibili da una stazione di timoneria centrale, con i comandi del motore e il salpa-ancora a portata di mano per un ormeggio e un disormeggio fluidi. La barca da prova era armata con albero in carbonio Axxon e boma in alluminio che portava una potente randa square-top a stecche piene, con un boma in carbonio disponibile come opzione; la vela di prua interna è autovirante e si può armare una vela da lasco su uno strallo. Un winch elettrico davanti alla timoneria serve per issare la randa, e il boma molto basso facilita l'accesso abbassando il centro velico. Le cime di controllo delle derive scorrono a poppa su entrambi i lati del pozzetto, e il trasto della randa attraversa il bordo posteriore del pozzetto. Scrivendo su SAIL Magazine, il tester ha trovato il timone Jefa leggero e meravigliosamente reattivo, l'armo e gli scafi in buon equilibrio così che l'autopilota aveva poco da fare, e la barca virava dove catamarani meno agili avrebbero esitato. Con vento al traverso a circa 15 nodi la barca avanzava a 9–10 nodi, e con mare di 4–5 piedi il movimento era facile e prevedibile. A motore avanzava a 3,5 nodi a 1.000 giri/min e a 7,5 nodi a 2.700 giri/min. (1)
Alloggi
Il timone offre una visuale chiara sugli angoli più remoti della barca per le manovre in solitario da un sedile ergonomico, e la dinette con il pozzetto condividono una vista a 360°. Una tavola da carteggio è posizionata in modo che i turni di guardia notturna non debbano salire in coperta per scrutare l'orizzonte. Sono offerti due layout: una versione a tre cabine che lascia l'intero scafo di dritta al proprietario, e una a quattro cabine con un'ulteriore cabina a prua sul lato di dritta. La cucina a L della dinette a dritta ha un bancone interno raggiungibile dal pozzetto quando la porta scorrevole è aperta, con la stazione di carteggio direttamente a prua e la dinette di fronte. I passavanti ampi e aperti, i corrimano lungo la tuga, i gradini di poppa e una rampa antisdrucciolo dietro la rotaia del fiocco autovirante rendono sicuri gli spostamenti. Il cantiere ne ha dimensionato la capacità di carico per 2,5 tonnellate, un valore confortevole per una coppia che compie un giro del mondo.
Refit ed evoluzione
Durante il ciclo di produzione del 45, gli scafi prolungati sono stati un'opzione fino al 2017, per poi diventare di serie, portando la lunghezza a ben 48 piedi. Nel 2019, gru di poppa, bimini e attrezzatura per il gennaker sono passati a far parte della barca di serie; sull'esemplare da test, le gru di poppa fungevano anche da supporti per i pannelli solari. Il controllo elettrico è avanzato nel 2020 con l'introduzione di un multiplexer CZone. Questi continui perfezionamenti confermano la nota dello stesso cantiere secondo cui, dal suo lancio, il 45 si è evoluto verso prestazioni superiori, maggiore comfort e finiture migliorate.
Il verdetto
L'Outremer 45 è una barca da crociera-regata progettata con cura che dimostra come un catamarano non debba essere enorme sottocoperta per prendersi cura eccellentemente del suo equipaggio. Scafi stretti e una tuga bassa offrono meno beccheggio e resistenza aerodinamica rispetto alla norma ingombrante, mentre il timone centrale e il solent autovirante rendono la navigazione con venti alisei con equipaggio ridotto davvero semplice. È veloce, equilibrato e costruito in modo rassicurante, con una struttura progettata per durare decenni.
Vantaggi
- Vetroresina piena sotto la linea di galleggiamento con giunzione scafo-coperta laminata e prue con scatola di protezione per sicurezza in caso di collisione
- Scafi stretti e tuga bassa che offrono un movimento facile e prevedibile e una ridotta presa al vento
- Tutte le manovre di vela e ormeggio raggiungibili da un singolo timone centrale con winch elettrico
- Vela Solent autovirante e randa a balumini disponibili per agevolare le traversate con equipaggio ridotto
- Struttura alleggerita di 500 kg nel 2018 mantenendo i materiali dell'anima; il cantiere punta a una vita utile di 50 anni
Svantaggi
- Non offre gli spazi interni voluminosi dei catamarani da crociera più larghi — solo scafo armatoriale o cabina di prua aggiuntiva
- Le fonti divergono sulla potenza del motore (le specifiche del cantiere citano due motori da 38 CV; SAIL ha misurato due Volvo da 30 CV)
- L'altezza in aria di quasi 67 piedi limita l'uso di alcuni ponti fissi, nonostante le derive a baionetta per l'accesso ai bassifondi


