Design e costruzione
La revisione di Johnson dello scafo con deriva di Scott in una barca da crociera a chiglia fissa ha prodotto un'imbarcazione con un dislocamento di 8.000 libbre che porta 3.000 libbre di zavorra in piombo in posizione bassa nella chiglia, un rapporto zavorra/dislocamento del 38% che conferisce al 26 Mk II un indice di capovolgimento superiore a 2 all'ancora. Il baglio massimo più largo di 10 piedi e 6 pollici offre una maggiore stabilità di forma rispetto al più stretto Hunter 26, e la linea di galleggiamento più lunga di quel concorrente contribuisce a un movimento più stabile e a una migliore capacità di carico all'ancora. Con un rapporto dislocamento/lunghezza (D/L) di 253, il progetto è deliberatamente conservativo piuttosto che piuma, privilegiando la stabilità rispetto a una pura velocità di planata. La zavorra fissa posizionata in basso nella chiglia, combinata con la chiglia lunga mantenuta da Johnson, fissa il comportamento prevedibile della barca quando sbanda. (1)
Armo e manovrabilità
Il Mk II è armato a sloop in testa d'albero tradizionale con paterazzo fisso, crocette in piano, sartie superiori e doppie sartie inferiori, e l'albero è appoggiato in coperta come ancora. Questa configurazione è semplice da ispezionare e regolare, e le doppie sartie inferiori aggiungono ridondanza alle manovre fisse. Un piano velico di 405 piedi quadrati è generoso per uno scafo di 30 piedi, ma il dislocamento più pesante e la zavorra fissa consentono alla barca di portarlo senza dover mettere l'ancora. Un rapporto superficie velica/dislocamento di 16,2 colloca il 26 Mk II tra i suoi pari piuttosto che davanti a loro, confermando una preferenza per il comfort e il controllo rispetto all'accelerazione con aria leggera. (1)
Alloggi
In quanto pocket cruiser, questo progetto offre un volume interno sufficiente per consentire a una coppia di velisti o a una piccola famiglia di trascorrere una o due settimane all'ancora a bordo. La chiglia lunga e la sezione dello scafo larga garantiscono uno spazio abitabile sottocoperta nonostante la lunghezza ridotta della coperta; la barca si presenta come un vero e proprio cabinato da crociera in miniatura piuttosto che come un daysailer dotato di una cuccetta. Il layout prevede soluzioni per brevi crociere costiere con soste prolungate all'ancora. (1)
Refit e proprietà
La storia nota del Mk II ruota attorno all'acquisizione degli stampi da parte dello stesso Johnson e alla conversione della deriva in chiglia che ha definito il modello. Gli armatori successivi gestiscono una piccola classe: ne sono stati costruiti solo 46 esemplari. L'albero appoggiato in coperta e l'attrezzatura convenzionale rendono accessibile la manutenzione ordinaria, mentre lo scafo in vetroresina piena e la zavorra incapsulata evitano i problemi di infiltrazioni nel sandwich e di corrosione dei bulloni di chiglia che affliggono alcuni modelli contemporanei.
Il verdetto
Questo pocket cruiser di produzione limitata è un progetto evoluto con cura, che scambia lo sfarzo per la sostanza. I cambiamenti apportati da Johnson alla deriva originale di Scott hanno dato vita a una barca a chiglia fissa con zavorra reale, un baglio generoso e un armo che privilegia la coppia in crociera rispetto al velista da regata. Va inteso meglio come un compagno costiero stabile e gestibile.
Vantaggi
- Zavorra sostanziale di 3.000 libbre e rapporto del 38% per uno scafo di 30 piedi
- Baglio più largo e lunghezza al galleggiamento superiore rispetto ai concorrenti chiave migliorano la stabilità
- Armo tradizionale a sloop in testa d'albero facilmente manutenibile con doppio ordine di sartie inferiori
- Volume interno sufficiente per una coppia o una piccola famiglia fino a due settimane
Svantaggi
- Il conservativo rapporto D/L di 253 limita le prestazioni con aria leggera
- Solo 46 esemplari costruiti, quindi trovarne uno richiede pazienza







