Design e Costruzione
Vallicelli ha disegnato lo scafo del Comet 12 in linea con gli standard IOR; sotto la linea di galleggiamento presenta un classico piano di deriva da regata — un robusto bulbo ellittico con una pala del timone priva di chiglia a skeg. Questo profilo subacqueo spiega la descrizione dell'epoca secondo cui navigava "come un treno": la forma dello scafo e le appendici sono tratte dalla dinastia delle barche da regata, ma rivestite da un programma da crociera. Al di sopra della linea di galleggiamento il piano di coperta è conservativo, con un pozzetto classico posizionato dietro una tuga bassa la cui sezione conica è il segno distintivo dello studio Vallicelli, e lo specchio di poppa largo e profondo scende molto vicino all'acqua. Diversi oblò penetrano nella tuga per illuminare e ventilare gli interni. (1)
Armo e Manovrabilità
Lo sloop è gestito attraverso un piano di coperta che mantiene le manovre correnti concentrate sui passacavi e l'attrezzatura fissa montata sui lati del tambuccio, una separazione ordinata che lascia il pozzetto libero. Il pescaggio di 2,10 metri e la pala del timone senza skeg la collocano nella categoria dei cabinati da crociera-regata, e il bulbo ellittico le conferisce stabilità di rotta senza la resistenza di una chiglia lunga. I suoi 95,7 metri quadrati di superficie velica su una linea di galleggiamento di 10,75 metri spingono uno scafo da 7,5 tonnellate che le recensioni dell'epoca descrivevano come veloce e stabile.
Abitabilità
Sottocoperta, il Comet 12 è configurato come barca da crociera a tre cabine. Due cabine doppie a poppa hanno ciascuna il proprio bagno, mentre a prua una cabina con cuccetta a V si affaccia sulla grande dinette con divani e tavolo. Gli oblò della tuga svolgono un ruolo fondamentale, portando luce e aria nella dinette centrale. Un restyling del 1987 ha prodotto la variante 420 ST, in cui le due cabine di poppa sono state sostituite da una grande cabina armatoriale, riducendo il totale a sole due cabine; il 420 CL ha mantenuto la configurazione originale a tre cabine.
Refit e proprietà
Il restyling del 1987 che ha dato vita al 420 CL e al 420 ST dimostra che la piattaforma è stata considerata degna di evolversi piuttosto che essere sostituita, e i più di 200 scafi costruiti nel suo primo decennio significano che un acquirente di un usato troverà una comunità di proprietari molto radicata. Il linguaggio progettuale di Vallicelli — tuga bassa, sezione conica, specchio di poppa largo — è rimasto coerente sia sulla barca standard che sulla versione ST.
Il verdetto
Il Comet 12 è una barca a vela autenticamente orientata alla crociera con uno scafo derivato dalle regate, disegnato da un progettista alle prime armi nel cantiere Comar e costruito in volumi che ne confermano l'attrattiva sul mercato. Unisce un layout a tre cabine a un fondo di carena con timone su skeg non influenzato dalle regole IOR, che premia la conduzione sicura al timone.
Vantaggi
- Il primo progetto di Comar firmato Vallicelli, con un chiaro programma da crociera e oltre 200 esemplari costruiti in dieci anni
- Layout a tre cabine con due cuccette doppie a poppa, ciascuna dotata di bagno privato, più una dinette in coperta molto luminosa
- Planing derivante dall'attività agonistica con bulbo ellittico e timone senza skeg per una stabilità di rotta costante e lineare
Svantaggi
- Il pescaggio di 2,10 metri e il timone non appoggiato su skeg richiedono cautela nei bassifondi
- Lo specchio di poppa largo e profondo e le linee dello scafo IOR fanno apparire l'opera viva come se rispondesse a una filosofia regolamentare più datata


