Design e costruzione
Il Mk II fu sviluppato come barca da crociera costiera e d'altura moderata orientata alle prestazioni; rispetto al precedente Mk I del 1977–1979, si rivela una barca più funzionale. Il cambiamento più significativo sotto la linea di galleggiamento è stato un piede di ruota più profondo per migliorare le prestazioni di bolina, che ha affinato la capacità di tenere bene la rotta di bolina. Irwin Yachts offriva lo scafo con una chiglia fissa a pescaggio ridotto o con una combinazione di chiglia con deriva, dando all'armatore la scelta tra stabilità di forma per le tratte d'altura e l'accesso ai bassifondi che rende pratico il gunkholing nelle Bahamas e sulla costa orientale. Il progetto è anche più rigido alla tela e marino del Mk I, un passo avanti significativo per una barca destinata ad allontanarsi dalla costa. La vetroresina piena forma sia lo scafo che la coperta, e la storia costruttiva dello studio in quell'era prevedeva l'uso di valvole a saracinesca in ottone sui passascafi sott'acqua anziché delle vere prese a mare marine su diversi modelli — un dettaglio da tenere a mente per qualsiasi Irwin di quel periodo. (1)
Armo e manovrabilità
L'armo standard è uno sloop in testa d'albero con un ketch opzionale; il Mk II ha introdotto un sartiame aggiornato, spesso configurato come un cutter ad alto allungamento rispetto al Mk I. Il piano velico è generoso: una randa di 324 piedi quadrati lavora con un fiocco di 399 piedi quadrati, mentre il genoa al 150 % si estende fino a quasi 619 piedi quadrati e un'asimmetrica in poppa supera i 1.000 piedi quadrati. Questo inventario, abbinato a un piede di ruota più profondo, spiega la reputazione della barca di essere rigida alla tela e veloce. È versatile per l'accesso a bassi fondali pur mantenendo la stabilità per traversate come le Bahamas o le corse sulla costa orientale; l'opzione con chiglia con deriva estende questa versatilità senza sacrificare la compostezza che rende questo progetto credibile in altura. (1)
Abitabilità
Laddove il Mk I risultava più buio e angusto, il Mk II offre layout interni migliorati per una migliore illuminazione e ventilazione. Il baglio di poco superiore ai 12 piedi offre al salone e alle aree notte ampi spazi vitali, e l'enfasi sul flusso d'aria e sulla luce naturale riflette un programma di progettazione che bilanciava la vocazione sportiva con una vivibilità adatta alla famiglia. (1)
Il verdetto
L'Irwin 40 Mk II è un'evoluzione ben pensata della seconda generazione di un progetto già capace. Ted Irwin ha preso gli istinti da regata dei suoi programmi Razzle Dazzle e li ha inseriti in uno scafo da crociera che è più rigido alla tela, meglio ventilato e più versatile del suo predecessore. Il piede di ruota più profondo e l'armo con tendenza al cutter le conferiscono ottime doti di bolina, mentre l'opzione con chiglia con deriva la rende utile anche in acque poco profonde. È una credibile candidata per la navigazione d'altura sotto i 40 piedi, a patto che l'acquirente rispetti l'attrezzatura passante tipica del periodo.
Vantaggi
- Il piede di ruota più profondo e l'armo aggiornato migliorano le prestazioni di bolina rispetto al Mk I
- Più rigida alla tela e marina della generazione precedente
- Opzioni con chiglia a pescaggio ridotto o chiglia con deriva per la crociera in acque poco profonde
- Interni più luminosi e ben ventilati, con una vivibilità ideale per la famiglia
- Prestigiosa capacità di navigazione d'altura moderata sotto i 40 piedi
Svantaggi
- La pratica di installazione dei passascafi di Irwin Yachts ha privilegiato le valvole a saracinesca in ottone sotto la linea di galleggiamento rispetto alle prese a mare
- Solo circa 100–150 esemplari costruiti, quindi la storia del singolo scafo conta più delle medie di flotta









