Dufour Sylphe — informazioni, recensione, specifiche

Michel Dufour·1964 – 1974·~400 hulls·Dufour Yachts
Dufour Sylphe drawingDisegno del cantiere
Tipo di scafo
Monoscafo · bulbo
Armo
Sloop in testa d'albero
LOA
21.39' · 6.52 m
Disloc.
3197 lbs · 1450 kg
Primo anno
1964

Il Dufour Sylphe è il punto in cui il marchio Dufour ha trovato per la prima volta la sua voce. Concepito da Michel Dufour a metà degli anni '60 come il suo primo progetto, questa barca a vela di 6,54 metri è diventato il modello che ha gettato le fondamenta dell'identità di Dufour. Costruito dal cantiere francese Le Stratifié Industriel, diverse centinaia di esemplari sono usciti dagli stampi e questo piccolo sloop ha subito conquistato la stampa, per poi sorprendere tutti vincendo l'ancora della Settimana della Rochelle nel 1965.

Misure

Dimensioni 01

Lunghezza fuori tutto
21,39 ft
Lunghezza in coperta
Lunghezza al galleggiamento
19,33 ft
Baglio
7,92 ft
Pescaggio
3,45 ft
Altezza interna massima
4,75 ft
Pescaggio aereo

Costruzione e scafo 02

Costruzione
Vetroresina
Tipo di scafo
Monoscafo
Tipo di chiglia
Bulbo
Timone
1× —
Zavorra
882 lbs (Ghisa)
Dislocamento
3197 lbs
Capacità acqua
15 gal
Capacità carburante

Armo e vele 03

Tipo di armo
Sloop in testa d'albero
Inferitura randa
Base randa
Altezza del triangolo di prua
Base del triangolo di prua
Lunghezza strallo (stimata)
Superficie velica
222 sqft

Calcoli 04

Rapporto superficie velica/dislocamento
16,37
Rapporto zavorra/dislocamento
27,59
Rapporto dislocamento/lunghezza (D/L)
197,61
Indice di comfort
15,73
Indice di capovolgimento
2,15
Velocità di scafo
5,89 kn

Design e costruzione

Ciò che rende lo Sylphe straordinario per la sua epoca è il modo deliberato in cui ha rotto con le convenzioni. Dufour e i suoi collaboratori hanno prodotto un progetto nuovo e diverso, con linee senza precedenti e un baglio che i contemporanei ritenevano troppo largo per essere veloce all'ancora. Lo scafo e la coperta sono in vetroresina piena, realizzati in collaborazione con James Léger, capo del team di poliestere e vetroresina. Sotto la linea di galleggiamento si trova una chiglia a pinna con bulbo, e la chiglia stessa è in ghisa — una configurazione che, abbinata al generoso baglio, conferiva alla barca un rapporto zavorra/dislocamento di circa il 40% e un indice di immersione vicino alle 515 libbre per pollice. Lo Sylphe non fu un punto d'arrivo ma un inizio: il suo scafo divenne il libro di testo per l'Arpège, le cui linee e doti marine furono deliberatamente migliorate rispetto a quanto insegnato dalla barca più piccola. (2)

Armo e manovrabilità

Lo Sylphe è uno sloop in testa d'albero con un rapporto superficie velica/dislocamento di riferimento pari a 15,6, che sale a 18,2 con un genoa al 135%. In termini numerici è significativamente sovrarmo — porta una superficie velica superiore all'88% delle barche a vela paragonabili — e questo eccesso, combinato con un rapporto dislocamento/lunghezza (D/L) di 177 che lo colloca tra le barche da regata leggere, spiega la sua sorprendente velocità per essere un scafo da 21 piedi. La velocità di scafo teorica si attesta a 5,8 nodi e l'indice di prestazioni relativo alla velocità è di 31. Il pescaggio ridotto, che varia da circa 3,44 a 3,74 piedi a seconda del carico, consente alla barca di infilarsi nei porticcioli poco profondi, mentre un indice di capovolgimento di 2,20 significava che non avrebbe potuto partecipare alle regate oceaniche secondo le regole dell'epoca. L'ormeggio e le manovre si affidano tipicamente a un fuoribordo da 3 o 4 cavalli, ovvero a una spinta di 60-72 libbre se elettrico. (3)

Abitabilità

Entro i suoi 6,54 metri di lunghezza, lo Sylphe è un'imbarcazione costiera minimalista. L'altezza interna è inferiore alla media per questa categoria, un ammissione esplicita che non si trattava mai di un appartamento galleggiante, ma di una barca reattiva per uscite giornaliere e weekend, progettata attorno al generoso baglio piuttosto che all'altezza interna. Il rapporto lunghezza/larghezza (L/B) di 2,71 conferma quanto sia effettivamente largo lo scafo, e l'indice di comfort oscilla tra 11,0 e 14,9 — morbido secondo gli standard dei moderni cabinati da crociera, ma coerente con una barca da regata-crociera leggera e vivace dell'epoca. (3)

Il verdetto

Il Sylphe rimane un progetto fondamentale perché ha dimostrato che uno sloop leggero a baglio largo e sovrarigato poteva vincere regate e definire un cantiere. Ripaga un velista che apprezza la reattività e il pescaggio ridotto rispetto al volume interno, e che accetta gli spazi ristretti tipici dell'epoca sottocoperta.

Vantaggi

  • Progetto Dufour firmato dallo stesso Michel Dufour, con un palmarès agonistico d'epoca
  • Il baglio largo e il dislocamento leggero offrono una conduzione vivace e un piano velico sorprendentemente generoso
  • Il pescaggio ridotto e la semplicità dell'elica fuoribordo facilitano le manovre in porto e l'esplorazione di bassifondi costieri

Svantaggi

  • L'altezza interna inferiore alla media limita la vivibilità per i velisti più alti
  • L'indice di capovolgimento lo escludeva dalle regate oceaniche sotto le regole contemporanee
  • Gli alloggi minimi riflettono le sue origini come primo progetto piuttosto che come barca da crociera

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