Morgan 36-4/6 — informazioni, recensione, specifiche

Nelson/Marek·1982·Morgan Yachts
Morgan 36-4/6 drawingDisegno del cantiere
Tipo di scafo
Monoscafo · a pinna
Armo
Sloop in testa d'albero
LOA
36' · 10.97 m
Disloc.
11.900 lbs · 5398 kg
Primo anno
1982

All'inizio degli anni '80, il cantiere Morgan Yachts si trovò di fronte a un bivio decisivo. Per quasi due decenni, il costruttore era stato sinonimo della pesante serie Out Island a chiglia lunga progettata da Charley Morgan: imbarcazioni robuste e volumetrose che dominavano le flotte da charter dei Caraibi, ma prive di qualsiasi pretesa in termini di prestazioni veliche. Per conquistare una nuova generazione di armatori privati che chiedevano velocità e design moderno, Morgan orientò la sua gamma verso barche da regatacrociera prestazionali. Il cantiere si rivolse al rinomato studio di architettura navale di San Diego di Bruce Nelson e Bruce Marek. Il Morgan 364/6 che ne derivò (spesso chiamato semplicemente Nelson/Marek 36 o Morgan 36 Cruiser) fu introdotto nel 1982, rappresentando una svolta radicale in termini di estetica, linee d'acqua e ingegneria. Anziché una lenta barca da crociera per acque poco profonde, questo nuovo progetto fu concepito per competere direttamente con le migliori barche da regatacrociera dell'epoca, come quelle di C&C e Tartan, offrendo al contempo una disposizione comoda per i passaggi costieri.

Misure

Dimensioni 01

Lunghezza fuori tutto
36 ft
Lunghezza in coperta
Lunghezza al galleggiamento
29,42 ft
Baglio
11,83 ft
Pescaggio
6,67 ft
Altezza interna massima
Pescaggio aereo

Costruzione e scafo 02

Costruzione
Vetroresina
Tipo di scafo
Monoscafo
Tipo di chiglia
A pinna
Timone
1× Sospeso (spade)
Zavorra
4000 lbs (Piombo)
Dislocamento
11.900 lbs
Capacità acqua
100 gal
Capacità carburante
30 gal

Armo e vele 03

Tipo di armo
Sloop in testa d'albero
Inferitura randa
42,33 ft
Base randa
13 ft
Altezza del triangolo di prua
48,42 ft
Base del triangolo di prua
14,33 ft
Lunghezza strallo (stimata)
50,5 ft
Superficie velica
622 sqft

Calcoli 04

Rapporto superficie velica/dislocamento
19,09
Rapporto zavorra/dislocamento
33,61
Rapporto dislocamento/lunghezza (D/L)
208,63
Indice di comfort
21,81
Indice di capovolgimento
2,07
Velocità di scafo
7,27 kn

Design Brief & Intent

La missione principale del Morgan 36-4/6 era quella di offrire prestazioni reali e competitive sotto le regole IOR dell'epoca, mantenendo interni accoglienti e rifiniti per le crociere del fine settimana e delle vacanze. Lo studio Nelson/Marek disegnò uno scafo filante e moderno con un'entrata di prua relativamente fine, un generoso baglio massimo che si estende bene verso poppa e un profilo equilibrato. Questo design contrastava nettamente con le forme tozze e l'alto bordo libero che avevano precedentemente caratterizzato le linee di produzione di Morgan.

Sottocoperta, la falegnameria riflette un significativo salto di qualità rispetto alle precedenti realizzazioni Morgan. La cabina è rifinita in pregiato teak con una disposizione classica che offre da sei a sette posti letto per adulti, a seconda della configurazione esatta. Dispone di una comoda cuccetta a V a prua, una dinette centrale con divani a dritta e a sinistra, una cucina a U funzionale, una stazione di carteggio dedicata e una cuccetta di poppa privata. Anziché dare la sensazione di uno scafo da regata spoglio, le finiture interne mostrano un'eccellente carpenteria, paratie laminate allo scafo in legno massello e un'adeguata ventilazione. Questo equilibrio rendeva la barca molto attraente per le famiglie di "regatanti di circolo" che volevano vincere trofei il sabato e fare crociera comodamente la domenica.

Variations & Configurations

Per soddisfare i diversi vincoli di pescaggio regionali, Morgan offriva lo scafo in due configurazioni principali dell'opera viva. La versione standard con chiglia a pinna, spesso denominata Morgan 36-4, monta una profonda chiglia a pinna in piombo ad alto allungamento con un pescaggio di 6,67 piedi. Questa versione a maggior pescaggio è ottimizzata per la massima portanza e per il rendimento di bolina.

Per i velisti che navigano nelle acque poco profonde della costa orientale, della Florida e dei Grandi Laghi, Morgan offriva la versione con chiglia con deriva, spesso denominata Morgan 36-6 o Morgan 366. Questa variante a pescaggio ridotto pesca solo 4,83 piedi (4'10") con la deriva sollevata, consentendo l'accesso a baie poco profonde, ma scende a 6,92 piedi con la deriva in vetroresina completamente estesa per recuperare la capacità di stringere il vento.

Le opzioni di armo includevano uno sloop in testa d'albero standard e un'opzione con albero maggiorato ("TM", Tall Rig) che aggiungeva preziosa potenza velica in zone con aria leggera come la baia di Chesapeake. Il comparto propulsione era standardizzato attorno all'affidabile motore diesel Universal-Atomic da 25 cavalli JSON (in genere il tre cilindri Universal 5424 o M30), al quale si accede facilmente da dietro i gradini del tambuccio.

Sailing Performance & Handling

L'analisi dei parametri tecnici dell'imbarcazione rivela un comportamento brillante. Con un rapporto superficie velica/dislocamento di 19,09 JSON, la barca ha tutta la potenza necessaria per accelerare con arie leggere, dimostrandosi estremamente reattiva sui percorsi lacustri e costieri. Sotto vela, il timone è leggero e comunicativo. Il rapporto dislocamento/lunghezza (D/L) di 208,63 JSON si colloca esattamente nella categoria del dislocamento moderato, consentendo alla barca di virare in modo pulito di bolina senza perdere velocità sull'onda corta e ripida.

Un rapporto zavorra/dislocamento del 33,61% JSON mantiene la barca ragionevolmente rigida alla tela quando sale il vento, anche se, come molti progetti influenzati dallo IOR dei primi anni '80, lo scafo è relativamente stretto alla linea di galleggiamento rispetto ai moderni cabinati a baglio largo. Rende al meglio se navigata piatta; si consiglia di prendere terzaroli tempestivamente quando il vento supera i 15 nodi per evitare uno sbandamento eccessivo e stalli del timone con partenze all'orza involontarie.

L'indice di capovolgimento di 2.07 JSON è vicino alla soglia limite per la classica navigazione d'altura, indicando una forma dello scafo che privilegia la velocità costiera, sebbene il suo indice di comfort di 21,81 JSON assicuri un passaggio sull'onda asciutto e prevedibile nei mari costieri moderati, lontano dal movimento a cavatappi tipico delle barche da regata più leggere e a fondo piatto.

Known Issues & Triage

I potenziali acquirenti devono essere consapevoli di alcune criticità strutturali specifiche, legate al modo in cui Morgan ha tradotto i piani di progettazione originali. In particolare, i tiranti sottocoperta (noti come "jock straps") sono un frequente argomento di discussione tra gli armatori. Durante la produzione, si dice che Morgan abbia interpretato male i disegni strutturali di Nelson/Marek relativi all'assieme della scassa dell'albero e della paratia. Invece di realizzare una scassa saldata e imbullonata direttamente alla paratia principale, Morgan costruì una scatola piena e tagliò una sezione consistente della paratia principale per alloggiarla. Sotto carico, la scassa dell'albero e lo scafo tendevano a flettere allontanandosi dalla paratia, compromettendo la resinatura di giunzione in vetroresina.

Per contrastare la tensione dell'armo e il sollevamento della coperta, furono installati successivamente dei tiranti diagonali in cavo d'acciaio ("jock straps") o tiranti diagonali in acciaio rigido tra le lande e la scassa dell'albero. Gli acquirenti devono ispezionare attentamente questa giunzione tra paratia e scafo per escludere crepe o distacchi. Molti armatori esperti hanno risolto definitivamente il problema rinforzando la paratia principale con compensato marino, resinando il rinforzo con vetroresina ed epossidica fino allo scafo ed eliminando i fastidiosi tiranti in cabina.

Inoltre, come molte barche di quest'epoca, la coperta è stata costruita con un'anima in balsa. I punti di montaggio dell'attrezzatura di coperta che non sono stati adeguatamente sigillati con resina epossidica possono soffrire di infiltrazioni d'acqua e marciume localizzato della balsa. Infine, occorre ispezionare il timone sospeso per verificare l'assenza di gioco nella losca, poiché le boccole e i manicotti dell'asse si usurano dopo decenni di utilizzo attivo.

Modernization & Upgrades

Per gli armatori contemporanei, il Morgan 36-4/6 offre un'eccellente base per interventi di refit. Poiché il vano motore è in posizione centrale, si presta straordinariamente bene alla sostituzione diretta del diesel o alla conversione a sistemi di propulsione elettrica.

Date le eccellenti doti di bolina della barca, gli armatori orientati alla crociera sostituiscono spesso i winch di coperta originali, talvolta sottodimensionati, con moderni modelli self-tailing, e rinviano il trasto della scotta randa — che originariamente attraversava il centro del pozzetto — sulla tuga per liberare spazio nel pozzetto. L'aggiornamento del banco batterie con elementi al litio-ferro-fosfato (LiFePO4) è un refit fai-da-te molto diffuso, poiché gli spazi sotto i divani della dinette offrono una collocazione asciutta e facilmente accessibile per i moderni sistemi di gestione elettrica.

The Verdict

Il Morgan 36-4/6 è una scelta intelligente per il velista attento al budget che non vuole sacrificare le sensazioni al timone in favore dello spazio abitativo. Progettato da uno dei migliori studi di architettura navale degli anni '80, offre una bolina precisa, ottime velocità alle andature portanti e un timone reattivo e piacevole. Sebbene richieda un'ispezione meticolosa delle paratie tra lande e scassa dell'albero, un esemplare in ordine garantisce eccellenti doti da crociera e può ancora regalare soddisfazioni nelle regate di circolo locali.

  • Vantaggi:
    • Prestazioni eccezionali con arie da leggere a moderate e ottima capacità di stringere il vento
    • Carpenteria interna di alta qualità con sistemazioni comode per la crociera
    • Timone leggero, reattivo e comunicativo
    • Disponibile versione a pescaggio ridotto con chiglia con deriva per zone con bassi fondali
    • Scafo facile da spingere che si comporta bene anche con un modesto motore da 25 CV
  • Svantaggi:
    • Progetto originale della scassa dell'albero e della paratia vulnerabile, che spesso richiede un rinforzo strutturale
    • I tiranti interni della cabina ("jock straps") possono ostacolare il passaggio verso prua se non modernizzati
    • Coperte con anima in balsa soggette a marciume se l'attrezzatura non è stata sigillata correttamente
    • Può risultare tenera alla tela sotto raffiche forti, richiedendo di prendere terzaroli tempestivamente per mantenere il controllo

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