Design e costruzione
Ciò che distingue visivamente lo Swan 47 è la sua inconfondibile tuga retrattile, una caratteristica rara tra le barche da crociera di serie dell'epoca. Anche la forma dello scafo è altrettanto distintiva: una poppa stretta, alta, quasi a cuore, abbinata a un baglio massimo centrale particolarmente pronunciato che si estende verso prua e poppa con linee pulite. Sparkman & Stephens hanno disegnato un dislocamento moderato, un alto rapporto zavorra/dislocamento e un piano velico generoso, una combinazione che gli armatori e i critici dell'epoca attribuiscono al suo comportamento robusto e alle eccellenti doti veliche. Le 7 tonnellate di piombo nella chiglia a pinna si collocano all'interno di un rapporto zavorra/dislocamento del 47,84 %, un valore che spiega gran parte della rigidità alla tela e della sicurezza descritte dai critici. (1)
Armo e manovre
In coperta, lo Swan 47 segue le convenzioni dell'epoca con un armo a sloop in testa d'albero e una disposizione del ponte dominata da numerosi winch; le drizze sono manovrate dall'albero, come era consuetudine in passato. Questa configurazione mantiene il pozzetto sgombro ma posiziona i sistemi di issata e le manovre di presa dei terzaroli a prua, una caratteristica tipica della sua generazione piuttosto che un difetto. La superficie velica misura 1.059 piedi quadrati, a propulsione di uno scafo il cui rapporto superficie velica/dislocamento di 16,67 e il dislocamento di 303,9 piedi lo qualificano come rapido per le sue dimensioni. Le valutazioni dell'epoca e i resoconti degli armatori concordano sul fatto che oggi venga ancora considerato veloce nonostante le misurazioni radicate in un'era passata; un proprietario ha infatti elogiato le eccellenti doti veliche e la robustezza che queste barche incarnano. Il passaggio dell'Dream, lo scafo specifico dell'ARC del 2012, sottolinea bene il punto: navigando quasi interamente sotto randa e genoa con angolo di chiusura, ha assorbito picchi di vento da 40 a 50 nodi, ha sfiorato i 18 nodi di velocità di barca e si è classificato primo in classe e terzo assoluto tra 200 barche senza un solo danno a bordo. (2)
Abitabilità e carattere della coperta
La tuga retrattile definisce sia il profilo che la vivibilità interna, offrendo alla dinette un volume protetto e flessibile che pochi contemporanei potevano offrire. La poppa a forma di cuore e il baglio centrale fanno sì che lo scafo si allarghi presto e trasferisca questa larghezza verso poppa, supportando uno spazio interno abitabile senza l'aspetto piatto dei progetti successivi più larghi. Nautor costruì la coperta e lo scafo in vetroresina piena, e il dislocamento di 14,7 tonnellate testimonia una struttura pensata per la navigazione oceanica piuttosto che per le esibizioni in banchina.
Problemi noti
Lo Swan 47 S&S non presenta debolezze strutturali sistemiche o problemi di manovre fisse su tutta la flotta.
Refit e proprietà
La proprietà di questi scafi si estende su decenni: Dream è stato varato nel 1975 ed acquistato da Francesco Persio nel 2000 prima del suo importante refit dell'ancora nel 2019. Successivamente ha vinto la sua classe alla Swan Cup, a testimonianza di quanto il progetto premi una manutenzione accurata. La produzione di 70 barche tra il 1974 e il 1985 ha lasciato una flotta ridotta e molto unita. (1)
Il verdetto
Lo Swan 47 S&S è uno scafo marino, potente e ad alte prestazioni della sua epoca, che ha maturato l'età di un rispettato ancoraggio da regata-crociera oceanica. La sua tuga retrattile, il baglio centrale e le drizze azionate dall'albero la qualificano come un prodotto di un progetto riflessivo degli anni '70 piuttosto che come un compromesso. Per il velista che desidera un classico Nautor con una reale vocazione d'altura, pochi progetti S&S si avvicinano alla quintessenza del cantiere. (1)
Vantaggi
- La tuga retrattile e la poppa a forma di cuore offrono una flessibilità di profilo e di cabina rara
- La chiglia a pinna da 7 tonnellate e il rapporto zavorra/dislocamento del 47,84 % garantiscono rigidità alla tela e stabilità di rotta
- Vittoria nella classe ARC e punte di 18 nodi senza danni alle vele bianche
- Ancora considerata veloce per gli standard moderni nonostante le misurazioni degli anni '70
Svantaggi
- Le drizze gestite dall'albero concentrano i carichi di sollevamento a prua, meno comode rispetto agli armi con rinvii al pozzetto
- La produzione limitata a 70 esemplari comporta una disponibilità ridotta sul mercato dell'usato





