Neptun 31-2 — informazioni, recensione, specifiche

Anton Miglitsch·1976 – 1992·Neptun Boote GmbH & Co KG
Disegno approssimativo

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Tipo di scafo
Monoscafo · a pinna
Armo
Sloop in testa d'albero
LOA
31' · 9.45 m
Disloc.
9921 lbs · 4500 kg
Primo anno
1976

Il Neptun 312 è una barca da crociera a vela armata a sloop in testa d'albero di 31 piedi, costruita da Neptun Yachten GmbH dal 1976 al 1992, con un progetto firmato da Anton Miglitsch. Con una lunghezza fuori tutto (LOA) di 9,45 metri e una lunghezza al galleggiamento (LWL) di 7,8 metri, presenta un dislocamento di 4.500 kg contro 1.500 kg di zavorra in ghisa — un rapporto zavorra/dislocamento del 33,33 % che, abbinato a uno scafo a pinna e a un timone sospeso, la colloca saldamente nella categoria dei cabinati da crociera a dislocamento moderato, piuttosto che nei campi delle barche da regata leggere o dei pesanti viaggiatori oceanici.

Misure

Dimensioni 01

Lunghezza fuori tutto
31 ft
Lunghezza in coperta
Lunghezza al galleggiamento
25,59 ft
Baglio
10,33 ft
Pescaggio
5,25 ft
Altezza interna massima
Pescaggio aereo

Costruzione e scafo 02

Costruzione
Vetroresina
Tipo di scafo
Monoscafo
Tipo di chiglia
A pinna
Timone
1× Sospeso (spade)
Zavorra
3307 lbs (Ghisa)
Dislocamento
9921 lbs
Capacità acqua
Capacità carburante

Armo e vele 03

Tipo di armo
Sloop in testa d'albero
Inferitura randa
Base randa
Altezza del triangolo di prua
Base del triangolo di prua
Lunghezza strallo (stimata)
Superficie velica
602,78 sqft

Calcoli 04

Rapporto superficie velica/dislocamento
20,89
Rapporto zavorra/dislocamento
33,33
Rapporto dislocamento/lunghezza (D/L)
264,3
Indice di comfort
25,13
Indice di capovolgimento
1,92
Velocità di scafo
6,78 kn

Design e costruzione

Lo scafo del 31-2 è in vetroresina piena con coperta in vetroresina piena, un approccio costruttivo che evita i problemi di umidità nei pannelli sandwich riscontrati su alcuni modelli contemporanei. Il suo baglio massimo di 3,15 metri offre una sezione centrale ragionevolmente larga per la lunghezza, e la configurazione con chiglia a pinna e timone sospeso mantiene un raggio di virata ridotto per una barca di queste dimensioni. Un significativo cambiamento a metà produzione arrivò nel 1985, quando il modello fu rivisto spostando le finestrature dalla fusoliera nella sovrastruttura — una modifica che alterò l'aspetto laterale della cabina e concentrò la vetratura sulla tuga anziché sulla carena dello scafo. Il rapporto dislocamento/lunghezza (D/L) di 264,28 e l'indice di comfort di 25,11 descrivono una barca costruita per una crociera stabile piuttosto che per la velocità pura, mentre l'indice di capovolgimento di 1,93 si colloca nella normale fascia dei cabinati da crociera costiera. (1)

Armo e manovrabilità

Essendo uno sloop in testa d'albero con una superficie velica di 56 metri quadrati, il 31-2 mostra un rapporto superficie velica/dislocamento di 20,96 — abbastanza tela per mantenerla in movimento con brezze moderate senza richiedere un equipaggio numeroso. Il suo S# di 2,37 e la velocità massima di scafo di 6,78 nodi definiscono le sue prestazioni: non batterà un racer leggero, ma i numeri descrivono una barca da crociera stabile e prevedibile. Il timone sospeso e la chiglia a pinna con un pescaggio di 1,6 metri le conferiscono un'immersione sufficientemente profonda per la presa di bolina, ma abbastanza ridotta per molti porti. Un indice di galleggiabilità (PPI) di 944,98 indica che la barca è lenta a ingavonarsi sotto carico — una caratteristica utile quando si pianifica la razione per una traversata.

Abitabilità e propulsione

Lo spazio abitativo è determinato dalle dimensioni esterne: un baglio di 3,15 metri e una lunghezza al galleggiamento di 7,8 metri suggeriscono una dinette e cuccette di prua tipiche di una barca da crociera di 31 piedi degli anni '70-'80. La propulsione è diesel, con un Bukh standard da 20 cavalli e un Bukh da 36 HP offerto come alternativa. Il singolo motore diesel che alimenta l'installazione fissa riflette la concezione dell'epoca, secondo cui la potenza ausiliaria era destinata alle manovre in porto e alla navigazione a motore con tempo calmo, piuttosto che alle lunghe traversate. (1)

Problemi noti

L'unico intervento strutturale con implicazioni per la proprietà è il riposizionamento delle finestrature del 1985. Sui scafi precedenti al 1985, le finestre inserite nell'opera morta creavano passaggi direttamente nel guscio dello scafo, una configurazione che concentra qualsiasi cedimento della sigillatura sulla pelle portante anziché sulla sovrastruttura. Le barche successive al 1985 hanno spostato questo rischio sulla tuga. Lo scafo e la coperta in vetroresina piena eliminano i problemi di struttura a sandwich che affliggono alcuni modelli concorrenti.

Refit e proprietà

Gli armatori che prendono in considerazione un 31-2 dovrebbero prestare attenzione all'opzione motore: il Bukh da 20 CV è la base, ma la versione da 36 CV cambia la sensazione di potenza e la situazione dei pezzi di ricambio. La revisione della sovrastruttura del 1985 è la sola suddivisione della produzione che influisce sul modo in cui un acquirente valuta l'età della barca e la disposizione delle vetrate. Altrimenti, la semplicità del progetto — vetroresina piena, chiglia a pinna e timone sospeso, armo in testa d'albero — mantiene la manutenzione ordinaria alle solite routine di vetroresina e diesel.

Il verdetto

Il Neptun 31-2 è una barca da crociera semplice e di dislocamento moderato, la cui lunga produzione e la revisione del 1985 offrono agli acquirenti due generazioni ben distinte. Non è una barca da prestazioni, ma i suoi numeri descrivono una piattaforma stabile, permissiva e adatta sia alla navigazione costiera che d'altura.

Vantaggi

  • Lo scafo e la coperta in vetroresina piena evitano i rischi di umidità nei pannelli sandwich
  • Il rapporto zavorra/dislocamento del 33,33 % e il layout con chiglia a pinna o a baionetta favoriscono la prevedibilità
  • La lunga serie di costruzione (1976–1992) garantisce ricambi e una grande comunità di armatori

Svantaggi

  • Gli scafi precedenti al 1985 presentano gli oblò nella pelle dello scafo anziché nella sovrastruttura
  • Motore diesel base modesto da 20 CV; l'unica alternativa era un Bukh da 36 CV

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